Erezione del Vicariato Autonomo di Brembo

10 settembre 1949

Il 10 settembre 1949 il vescovo emanava il decreto d’erezione del “Vicariato autonomo di Brembo” e nel contempo di “vicario autonomo”, decreti che avrebbero cominciato ad avere valore di lì a cinque giorni, festa della Madonna Addolorata.

Confini

Con il primo decreto, si stabilivano i confini: a nord fino alla chiesina dei “Morti del Pascolo” compresa; ad est in via Bastone fino alla casa Grasseni compresa e via Sabotino, via Colombera fino alla cascina Rigamonti compresa. A sud dalla casa Stefanoni, via Cascina Bianca e, con linea diritta, a via Cave, a ovest al fiume Brembo fino alla cascina abitata ora dai Martinelli.

Chiesina Pesenti

Così era dato in uso da parte dei signori Pesenti l’oratorio semipubblico, dedicato alla Madonna Addolorata e a S. Rocco perché servisse come chiesa parrocchiale, fino alla costruzione della nuova chiesa. Per questo a sinistra entrando, nel vano della finestra, fu costruito il fonte battesimale.

Da S. Maria d’Oleno a Brembo

Con l’altro decreto, il sottoscritto immediatamente traslocava dalla parrocchia di Sforzatica S. Maria d’Oleno e veniva ad abitare nella casa costruita a Brembo. Doveva aver cura spirituale delle persone che abitavano entro i confini stabiliti dal decreto vescovile d’erezione del vicariato autonomo e dipendeva solo dal vicario foraneo e dal vescovo. Suo compito era d’organizzare il nuovo vicariato e di preparare la costruzione della futura chiesa. Per il suo mantenimento, i proventi erano costituiti dall’offerta per la celebrazione della messa e dai “diritti di stola bianca e nera”, cioè: battesimi, matrimoni e funerali.

La pensione della sorella

Fortunatamente la sorella, ch’era rimasta con me, aveva una piccola pensione d’invalidità che, poveretta, non ebbe mai una sola volta in mano, perché servì sempre per il nostro sostentamento e per le spese indispensabili per la chiesa. La gente di allora, tutt’altro che in discrete condizioni finanziarie. Erano infatti nella totalità contadini a mezzadria o disoccupati, di tanto in tanto dava qualche cosa come: un pollo, un pezzo di carne di maiale, un po’ di frutta, latte e qualche uova. Anche questa era Provvidenza di Dio !

Prima messa a Brembo

Per la prima messa, il giorno d’inizio del vicariato, rubai due ostie grandi e sette particole piccole… però non mi fu possibile fare altrettanto per il vino. Non trovandone al momento sul posto, perché era vino che non dava affidamento alcuno, mandai un contadino lungo il filare della vite e schiacciò in una ciotola un paio di grappoli di uva. Col tempo pensai che quello non era vino, ma mosto e quindi probabilmente quella messa non fu valida; “ma, pazienza – dicevo – il Signore, sapendo le circostanze, avrà visto che non l’ho fatto apposta!”