La visita della madonna pellegrina e le “avventure” di quel giorno

La Madonna Pellegrina anche a Brembo?

Benché per il momento questo luogo non fosse ancora eretto a vicariato, la commissione diocesana della “Peregrinatio Mariae” decise che la Madonna sarebbe venuta a Brembo il 9 maggio 1949, consegnata dalla parrocchia di S. Giuseppe in Dalmine e poi, la sera seguente, sarebbe stata consegnata alla parrocchia di Mariano.

Obiezioni

Quando la notizia fu conosciuta, credetti che succedesse il finimondo. “La Madonna Pellegrina a Brembo? Ma quelli sono degli atei e degli arabi… non ci si può fidare…”. E i soliti “buoni” ne combinarono tante e tante, che di ora in ora l’antivigilia e la vigilia non si capiva più se la Madonna veniva o non veniva a Brembo.

Disorientamento

Si fecero alcune corse a Bergamo per chiedere alla commissione se era vero o no che avevano deciso diversamente… se la Madonna sarebbe andata a Guzzanica, o se si sarebbe fermata un giorno di più a Dalmine o a Sforzatica…” Fu tanta l’ostinazione per impedire che la Madonna passasse da Brembo, che si dovette mandare il segretario stesso della commissione per sedare gli animi e per evitare tutt’altro che possibili disordini.

Un po’ di uomini e giovani si procurarono torce di legno, che potevano servire nel caso anche per uso diverso da quello stabilito dalla liturgia. Ma qui forse è meglio che trascriva una pagina del cronicon parrocchiale:

Tentativo a vuoto di escludere Brembo

“…il passaggio della ven. statua della Madonna Pellegrina doveva essere effettuato alle ore 20,30 precise e noi saremmo stati puntuali, onde evitare che prendesse altra direzione. Dai “soliti buoni” c’era da aspettarsi qualsiasi sorpresa… Infatti alle 19,30 la gente, ordinata in corteo e pregando, cominciò ad incamminarsi verso Dalmine, ché l’incontro doveva avvenire davanti alle scuole di Viale Betelli. Era uno spettacolo per questa gente! Ma quando giungemmo a 300 metri da Sforzatica, e non erano ancora le 20, una persona, mandata dal parroco don Giovanni Vavassori, ci avvertì che eravamo in ritardo, perché avevano cambiato l’orario anticipandolo a nostra insaputa. “Dio mio! Che fare? Se questa mia gente s’accorge d’essere giocata e se la Madonna prende un’altra direzione, qui succede un macello!” Recitai le “Ave Maria” come per un caso disperato. “Fa’, o Madonna, che succeda niente! E la mia preghiera fu esaudita. Infatti, appena siamo giunti all’incrocio tra via Betelli e via XXV Aprile, spuntò una croce, tenuta da uno che per nulla faceva pensare al Cireneo. Tirai un sospirone di sollievo.

La soluzione del Parroco di S. Andrea


Più tardi seppi come andarono le cose. I “soliti buoni” avevano combinato d’anticipare di un’ora l’incontro, in modo che, essendo noi “ritardatar” la Madonna sarebbe stata consegnata ad altri. La cosa sembrava già fatta, quando il parroco di Sforzatica S. Andrea, ch’era presente, intuì il gioco… e approfittando d’un momento di confusione, tolse dalle mani del crociferario la croce e la diede al primo capitatogli sotto mano… intimandogli d’andare avanti verso Brembo. Furono colti di sorpresa per quest’intervento? Non lo so. Quel tale trovandosi in mano la croce indirizzò la processione dove i “soliti buoni” non volevano: “il diavolo fa le pentole, non i coperchi”.

Un grande temporale

Ma per quella sera i fastidi non erano ancora finiti. Appena la ven. statua della Madonna varcò i confini del futuro vicariato, improvviso si scatenò un temporale con rovesci, tuoni e lampi che non so dire. “È la Madonna che non vuole andare tra gli atei” dicevano i “buoni”. “È il diavolo ch’è scornato” rispondevano quelli di Brembo, e questo tra un”Ave Maria” e l’altra, nel buio più pesto, ché fiaccole e candele erano spente da quel diluvio; buio solcato solo dai fasci di luce dei fari dall’auto, dove era posta la ven. statua”.

Grande partecipazione

Gli uomini, dopo che la Madonna entrò nella chiesetta dei Pesenti, furono invitati a tornare a casa, perché bagnati da capo a piedi. Ma non vollero; si confessarono tutti, assistettero alla messa di mezzanotte e rimasero fino all’alba, quando giunsero le donne e i bambini, continuando a pregare.

La consegna alla Parrocchia di S. Lorenzo

Il giorno seguente si predicò e pregò tutto il giorno. Quando alla sera s’andò processionalmente verso Mariano per consegnare la Madonna a quella parrocchia, tutti erano muniti d’ombrello, resosi però inservibile per un forte vento che strappava via anche i vestiti.

La Madonna sarebbe tornata tra noi

In tale frangente, era la semplice e buona gente di Brembo, che, con convinzione, si ripeteva a vicenda: “La Madonna sembra che non se ne voglia più andare via da noi, poveri arabi!” Chi allora avrebbe immaginato che sarebbe tornata per sempre, qui dove i “buoni” giudicavano “c’era gente che non dava alcun affidamento”?