Una casa per il sacerdote

Per prima cosa era necessario trovare per il sacerdote un’abitazione. I ricchi proprietari che avevano promesso prima qualche stanzina, in seguito, ironicamente accampavano scuse puerili, e ciò anche quando fu chiesto in affitto un angolo di solaio…

Un casello dell’autostrada

Si trattò anche la compera del vecchio “casello” dell’autostrada, posto ala fermata di Dalmine. Era costruito in parte da prisme in cemento e parte in legno. Sarebbe stato smontato e poi rimontato sul terreno donato per la costruenda chiesa; si trattò anche il prezzo, £ 50.000, ma poi i viaggi ripetuti inutilmente alla Direzione dell’Autostrada a Milano e l’indecisione nelle trattative fece decidere di troncare ogni cosa:

Il Villino Rosa

Saltò fuori poco dopo un fatto che sembrò, almeno provvisoriamente, risolutivo e provvidenziale; era in vendita il “villino Rosa” perché la famiglia Corti, ch’era proprietaria e l’abitava, traslocava a Dalmine.

Affari sfumati

Trattandosi d’affare piuttosto grosso, il vescovo incaricò una persona di sua fiducia; purtroppo era uno di quelli “cosiddetti buoni”, che attese ad interessarsi tanto tempo quanto ce ne volle perché il villino Rosa fosse comperato da altri per 650.000 lire.